Tenore: tipologie e differenze

Quando si parla di tenore ci si riferisce a un registro vocale e al cantante che lo possiede. E questo registro specifico è il più acuto tra quelli maschili. Si fissa infatti la sua estensione convenzionalmente nelle due ottave comprese tra il do della seconda riga e quello della quarta.

Il termine “tenore” deriva dal verbo latino teneo. Quest’ultimo significa mantenere, far durare.
Pian piano, col barocco, il tenore ha sempre più assunto importanza e ha sempre ottenuto maggiore spazio nella scena musicale. E in età romantica ancor più.

Tipologie di tenore

Dal diciannovesimo secolo, la figura del tenore venne suddivisa in svariate categorie, ancor oggi pervenute. Esse sono dovute alle differenti caratteristiche vocali additabili ai vari appartenenti all’arte in questione.

Esse erano e sono:

  • Il tenore leggero o di grazia: si tratta di una voce dal timbro chiaro e pulito. Il  volume dell’appartenente alla categoria è limitato, ma particolarmente agile, e spazia nella zona acuta del registro. È ricco di virtuosismo.
  • Il tenore lirico: caratteristica preponderante è la voce calda, molto piena e tanto ricca. Il tenore lirico è capace di spaziare dalla zona centrale a quella acuta. E si suddivide ancora in due categorie: il tenore lirico in quanto tale e il tenore lirico di mezzo carattere, anche detto lirico-leggero.
  • Il tenore lirico spinto o lirico drammatico: è un tenore dotato di una voce dal grande volume. Ha la capacità di spaziare dalla zona centrale fino a quella acuta. Ma riesce a spingersi fino alle tonalità drammatiche.
  • Il tenore drammatico o di forza: ha voce ricca e piena. Il suo timbro è scuro e il suo volume è intenso. Spazia nella zona centrale del registro e ha accenti forti. La sua voce è molto simile a quella di un baritono per quanto riguarda i registri centrale e grave.

Sottocategorie

È solito considerare che ci siano delle sottocategorie:

  • Il tenore eroico: è un tenore drammatico, impiegato nei ruoli wagneriani e nel teatro di Richard Strauss e di vari compositori francesi, tedeschi e inglesi. Lo si impiega nel registro centrale e ha un timbro baritonale di potenza superiore.
  • Il tenore robusto: è un tenore drammatico. Si chiama così per Giuseppe Verdi, che gli dedicò la parte solistica di Otello creandola proprio per lui. Si tratta di un tenore eroico più incisivo.
  • Il baritenore: è un di tenore con voce baritonale nel colore e nell’estensione. È perciò a ridosso tra il tenore e il baritono, dalla tessitura centralizzante.
  • Haute-contre: è un tenore dal timbro chiarissimo e dall’estensione notevole nel registro acuto, sempre in falsettone.
  • Il tenore contraltino: un italiano haute-contre, allontanatosi da quest’ultimo per svilupparsi autonomamente.