“‘O Sole mio”: tra le canzoni più famose di tutti i tempi, ma i suoi autori morirono poveri

Sarebbe impossibile elencare i nomi di tutti i cantanti che hanno omaggiato “‘O sole mio” nel corso degli anni: da Claudio Villa a Domenico Modugno, da Anna Oxa a Elvis Presley che ne fece una versione inglese, da Roberto Murolo a Pino Daniele e Frank Sinatra

Pubblicata alla fine dell’Ottocento, infatti, è sicuramente una delle canzoni più famose di tutti i tempi.

Eppure, i suoi due autori morirono in povertà.

La storia

Siamo nel 1898.

Giovanni Capurro, giornalista e redattore delle pagine culturali del quotidiano “Roma”, scrisse i versi di quella che sarebbe diventata la canzone più celebre al mondo, affidandone la composizione musicale a Eduardo Di Capua, compositore di musica napoletana che non ha certo bisogno di presentazioni.

All’epoca, però, Di Capua si trovava a Odessa (attuale Ucraina) con suo padre, violinista in un’orchestra del tempo. Accadde così, o perlomeno è così che la leggenda viene raccontata, che la melodia di “‘O sole mio” sia sbocciata naturalmente dall’ispirazione tratta da una meravigliosa alba sul mar Nero e da una nobil donna, Anna Maria Vignati-Mazza detta “Nina”, moglie dell’importante Senatore Giorgio Arcoleo e vincitrice del primo concorso di bellezza di Napoli.

Il brano completo sarebbe stato presentato per la prima volta proprio nella capitale partenopea, durante la Festa di Piedigrotta, ad un concorso musicale chiamato “La tavola rotonda: Giornale, letterario, illustrato, musicale della domenica” della Casa Editrice Ferdinando Bideri. Il risultato? Decisamente deludente, visto che si posizionò solo al secondo posto, aggiudicandosi un premio di 200 Lire!

La fortuna cominciò a girare per il verso giusto solo con il diffondersi della canzone in Italia e oltreconfine ma, nonostante tutto, ci volle moltissimo tempo prima che diventasse una colonna portante della musica mondiale, come la conosciamo adesso.

I suoi due autori, infatti, morirono entrambi in povertà tra il 1917 e il 1920.

Le buone notizie, in effetti, sono state più per la casa di edizioni musicali Bideri che l’ha incisa, che continua a percepire le royalty: infatti, nonostante sia passato più di un secolo dalla registrazione, “‘O sole mio” non è ancora divenuta di pubblico dominio poiché, nell’Ottobre 2002, il Tribunale di Torino ha riconosciuto Alfredo Mazzucchi, deceduto nel 1972, come co-autore della melodia.

Ma chi era questo Mazzucchi?

Mazzucchi e la canzone napoletana

Alfredo Mazzucchi era un compositore e mandolinista che, per conto degli editori musicali, ritoccava le melodie prima della pubblicazione. Fu proprio così che si ritrovò co-autore di “‘O sole mio”, ma anche di “Maria Marì” e “I’ te vurria vasà” con Di Capua.

Tuttavia, circolano ancora diverse versioni su questa faccenda: secondo altre fonti, infatti, Mazzucchi aveva lavorato proprio a stretto contatto con il compositore napoletano, già famoso quando lui era solo un giovane talentuoso. In sostanza, c’è chi ritiene che lui modificasse le melodie del Di Capua sotto il suo consenso, senza prendersene i meriti a livello di diritti e firma.

Il suo contributo, ad ogni modo, gli venne riconosciuto solo postumo: Mazzucchi, infatti, morì nel 1972 e solo nel Novembre 1973 Bideri depositò all’Ufficio della Proprietà Letteraria, Artistica e Scientifica (UPLAS) del Consiglio dei Ministri, una “denuncia di rivelazione di nome” in cui lo indicava come co-autore di diversi brani (alcuni dicono 23, altri 18) firmati solo da Eduardo Di Capua.

Ne nacque una questione legale che sembrò chiudersi velocemente, salvo riaprirsi, poi, nel 1999 quando un pronipote del Di Capua rivendicò la paternità unica (da parte del suo avo) del brano, una richiesta che costrinse gli eredi di Mazzucchi a fare ricorso e che lo forzò, a sua volta, ad ammettere – finalmente – la collaborazione fra i due compositori, con un verdetto finale, emesso dal Tribunale di Torino nel 2002, che riconobbe Alfredo Mazzucchi co-autore della melodia insieme alle altre sopracitate.

Ed è proprio perché i diritti “durano” 70 anni ancora dopo la morte dell’autore che tutte queste meravigliose canzoni rimarranno sotto copyright fino al 2042, anno in cui diventeranno, come preannunciato, di dominio pubblico.