Luca Lupoli e Olga De Maio aderiscono all’iniziativa #IoCantoACasa

Tempi duri quelli del lockdown che, in questi mesi, ci sta tenendo tra le mura domestiche, il più possibile al riparo dalla pandemia da Coronavirus che sta interessando il nostro Paese e l’intero pianeta.

Un’atmosfera che, per quanto pesante possa apparire, in realtà sta trovando un po’ di respiro nelle numerosissime iniziative che stanno sorgendo qui e là per il mondo, volte ad aiutare i bisognosi ma anche a “condire” le giornate delle famiglie con contenuti di qualità che lascino scorrere le ore più velocemente e piacevolmente.

E tra sessioni di Opera in streaming e di canti a squarciagola dal balcone, ognuno sta facendo la sua parte e sono nati tantissimi hashtag tematici per raccogliere e categorizzare tutto ciò che il popolo di internet carica sul web: tra questi, accanto al famosissimo #IoRestoAcasa, c’è anche #IoCantoAcasa, una proposta musicale a cui il tenore Luca Lupoli e il soprano Olga De Maio hanno immediatamente aderito!

Appuntamento su YouTube

Sin dalle prime settimane di quarantena, infatti, sul canale YouTube ufficiale del duo lirico pop partenopeo sono comparsi tantissimi video volti proprio ad intrattenere gli amanti della musica classica e napoletana: un appuntamento con l’arte e la cultura che si trasforma in una vera e propria terapia che rilassa i nervi e distende, donando un po’ di pace e serenità anche a chi, in questo momento, sta vivendo attimi difficili.

Due voci lontane ma unite

Tra i brani scelti per omaggiare il popolo del web ha riscosso molto successo l’esecuzione dello “Stabat Mater – O quam tristis et afflicta“, una preghiera del XIII secolo attribuita a Jacopone da Todi: una sequenza dedicata, nella prima parte, alla “Madre addolorata”, una vera e propria meditazione sulle sofferenze di Maria durante la crocifissione e la Passione di Cristo; nella seconda parte, invece, c’è un’invocazione da parte dell’orante a diventare partecipe del dolore della Vergine.

Una preghiera che, nel corso dei secoli, è diventata molto popolare (accompagnava il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo) non solo tra fedeli, ma anche tra musicisti: Scarlatti, Vivaldi, Rossini, Pergolesi sono tutti passati per i suoi versi in più di una occasione.

In particolare, la versione proposta al pubblico dal duo Lupoli – De Maio si rifà proprio a quella del 1735 (a pochi mesi dalla sua morte) di Giovanni Battista Pergolesi: una composizione che gli venne commissionata dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo per officiare alla liturgia della Settimana Santa. In questa elaborazione, la sequenza si articola in una serie di dodici duetti ed arie solistiche, così come era usuale nel XVIII secolo.

Per due voci lontane ma unite in un appello di solidarietà – hanno riferito gli artisti –, l’Italia piange il suo popolo come Maria piange suo figlio Gesù“.

Per la prima volta, lo “Stabat Mater” è stato eseguito da un soprano e da un tenore che ha preso il posto del contralto originariamente pensato dal Pergolesi, accompagnati nel canto dalle immagini di alcuni tra i più belli capolavori dell’arte sacra; arte che, durante questa quarantena, ha patito anch’essa la lontananza dal pubblico.