Comme facette mammeta: testo e curiosità

Comme facette mammeta è tra le canzoni napoletane classiche più popolari. La sua origine risale al 1906 ad opera dell’autore Giuseppe Capaldo e del musicista Salvatore Gambardella. Scopriamo insieme come è nata la canzone e anche alcune curiosità legate ad essa.

Come nasce Comme facette mammeta

La canzone nasce in piena Belle Epoque, un’epoca in cui Napoli si distingue per il suo fermento culturale. Infatti sono anni in cui la città sforna continuamente artisti e musicisti talentuosi ed è proprio in questo periodo che si compongono alcuni classici della tradizione partenopea che ancora oggi si possono ascoltare tra i vicoli della città.

Giuseppe Capaldo in questo periodo è un cameriere nell’attività di famiglia. Un giorno Giuseppe si innamora di una certa Vincenzella. Ed è proprio lei che ispira al giovane le parole del testo di Comme facette mammeta. Giuseppe, dopo aver tentato di cantare la canzone sotto la finestra della sua amata, si rende conto che Vincenzella non mostra nessun interesse per lui. A distruggere definitivamente le sue speranze è il fratello Pasquale quando gli comunica di essersi fidanzato con Vincenzella, dichiarando anche la sua volontà di sposarla.

Giuseppe decide quindi di cambiare caffè e trova lavoro presso il Caffè Tripoli. Qui, un giorno, un gruppo di avventori ascolta la sua canzone e, curiosi, chiedono il nome dell’autore. Quando ne vengono a conoscenza, il gruppo si inalbera, ritenendo impossibile che un cameriere potesse scrivere un testo del genere. Ma la reazione di Capaldo non tarda a venire. Sgomento delle parole dei clienti getta a terra il vassoio che ha in mano e, togliendosi la divisa da cameriere, esclama: “Basta! Da questo momento non sono più un cameriere”.

Ma Vincenzella non fu l’unica musa ispiratrice di Capaldo: nel 1918, a causa di problemi economici, fu costretto a lavorare nuovamente come cameriere nel “Caffè Portoricco”, nel quale vi era una ragazza bellissima che fece innamorare Giuseppe. La ragazza si chiamava Brigida e fu lei ad ispirare l’autore per la scrittura di un’altra canzone divenuta celebre, “A tazza e Cafe“, musicata dal Cavalier Vittorio Fassone. Ma anche in questo caso l’amore del giovane non fu corrisposto.

Il musicista Salvatore Gambardella

A musicare la canzone Comme facette mammeta fu il musicista Salvatore Gambardella, uno dei padri della canzone napoletana. A lui infatti si devono alcune opere che hanno fatto la storia della melodia partenopea. Tra le più famose:

  • O marenariello
  • Lili kangy
  • Nini tirabusciò
  • Pusilleco addiruso

A lui è dedicato il film Quando tramonta il sole, realizzato nel 1955 ad opera del regista Guido Brignone. Il ruolo di Salvatore Gambardella venne interpretato dal celebre attore napoletano Carlo Giuffrè.

Il successo di Comme facette mammeta

La canzone ha avuto notevoli riconoscimenti, come ad esempio la classificazione al secondo posto al festival di Piedigrotta. Nel corso degli anni molteplici sono stati gli autori che hanno reinterpretato il brano. Degne di note sono le interpretazioni di Enzo Jannacci e di Giorgio Gaber, Massimo Ranieri, Gabriella Ferri e la cover dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore.

Il testo di Comme facette mammeta

Quanno mammeta t’ha fatta
Quanno mammeta t’ha fatta
Vuo’ sape’ comme facette
Vuo’ sape’ comme facette
Pe’ mpasta’ sti carne belle
Pe’ mpasta’ sti carne belle
Tutto chello che mettette
Tutto chello che mettette
Ciento rose n’cappucciate
Dint’a martula mmiscate
Latte e rose, rose e latte
Te facette ‘ncoppa ‘o fatto
Nun c’e’ bisogno ‘a zingara
P’addivina’ cunce’
Comme tha fatto mammeta
‘O saccio meglio e te.
E pe’ fa’ sta vocca bella
E pe’ fa’ sta vocca bella
Nun servette ‘a stessa ddosa
Nun servette ‘a stessa ddosa
Vuo’ sape’ che ‘nce mettette
Vuo’ sape’ che ‘nce mettette
Mo’ te dico tutto cosa
Mo’ te dico tutto cosa
Nu panaro chino chino
Tutt’e fravule ‘e ciardino
Mele, zucchero e cannella
Te ‘mpastaie sta vocca bella
Nun c’e’ bisogno ‘a zingara
P’addivina’ cunce’
Comme tha fatto mammeta
‘O saccio meglio e te.