La stagione lirica dell’Arena di Verona slitta di un anno

Sembrano lontanissimi i giorni in cui le trame dell’Aida e de La Traviata si srotolavano nel meraviglioso scenario dell’Arena di Verona: uno spettacolo a cui ci siamo dovuti velocemente disabituare con l’insorgere della pandemia da Coronavirus che ha tenuto in scacco il mondo intero per oltre due mesi e che ha inevitabilmente penalizzato alcuni settori più degli altri tra cui, appunto, proprio i teatri e la musica lirica.

E le conseguenze si toccano con mano: la Fondazione Arena di Verona, infatti, ha riferito che, per adeguarsi all’emergenza Covid-19, ha scelto di rimandare di un anno la stagione lirica prevista per quest’estate: il 98° Festival Lirico, infatti, avrà luogo direttamente nel 2021, nel 150° anniversario della prima dell’Aida, con uno spettacolo-concerto che omaggerà proprio il capolavoro di Verdi in un contesto, si spera, di ritorno alla normalità.

Una decisione sofferta, quella di Federico Sboarina, sindaco di Verona e presidente della fondazione, e della sovrintendente Cecilia Gasdia, ma che si è costruita intorno ad una piccola certezza: è prevista, infatti, tra fine Agosto ed inizio Settembre, un’edizione straordinaria – ritagliata in 10 giorni – che prenderà il nome di “Nel cuore della musica“.

Già noti anche i piani organizzativi per l’evento: niente platea e, al suo posto, il palco con l’orchestra, mentre tutto intorno, lungo il perimetro dell’ellisse, si troverà il coro; il tutto, alla presenza di soli 3mila spettatori, a fronte dei 13miladuecento che la reale capienza del teatro permette.

Un simbolo di ripartenza

L’attività nei teatri deve ritornare al più presto – ha detto la Gasdia ai microfoni della Rai – perché addetti ai lavori e artisti non possono rimanere senza attività; soprattutto gli artisti che, al momento, sono tra le categorie meno tutelate in assoluto“, ha concluso.

Vorremmo che dall’Arena di Verona partisse il messaggio di un Paese che si rialza in piedi cantando, come sappiamo fare noi italiani – ha riferito, invece, il sindaco Sboarina –; che questo diventi un simbolo a livello internazionale della ripartenza di un Paese intero“.

Insomma, un percorso tortuoso, accidentato, molto lavorato ed articolato, quello dell’Arena di Verona, ma che, come sempre, punta ad offrire il massimo della sicurezza e della qualità agli spettatori e che diventa parte della risposta propositiva alla crisi e alla pandemia.