L’Opera: oltre quattro secoli di storia

C’è un punto molto sfumato e, allo stesso tempo, abbastanza preciso nel quale il teatro di prosa si incontra con la musica d’orchestra e la danza: è l’Opera.

Un genere che ha preso questo nome (abbreviazione di “opera in musica”) proprio in Italia e che viene identificato allo stesso modo in tutto il resto del mondo: chi non ricorda, ad esempio, la famosa scena del film “Pretty Woman” in cui i protagonisti si ritrovano proprio al teatro dell’opera, tra battutine divertenti e lacrimoni?

Origini e storia

Che si ascolti o meno la musica classica, che si apprezzi o meno la lirica, l’Opera scorre nelle vene e fa battere i cuori di tutti noi: la sua potenza risiede proprio nelle emozioni che riesce a suscitare, proponendo, spesso, melodrammi (ma anche tragicommedie) provenienti da un passato antico che descrive perfettamente anche i tempi moderni.

Candidata all’UNESCO, nel 2013, dall’Associazione Cantori Professionisti d’Italia, l’Opera nasce, in realtà, oltre quattro secoli fa. Le origini risiederebbero nel passaggio dal XVI al XVII secolo, quando la Camerata de’ Bardi (un gruppo di intellettuali fiorentini) decise di formalizzare questo nuovo genere: uno stile, il suo, che affondava le radici nel teatro medievale ed antico e nella tragedia classica.

Non fu una grossa sorpresa, più che altro un iter naturale: nel Cinquecento, infatti, la commedia già prevedeva canzoni al suo interno, un po’ come accadeva con il ballet de court francese ed il masque inglese.

Il boost decisivo per l’Opera, però, arrivò soltanto in età barocca: a dominare la scena, le corti di Roma e Venezia, punti da cui il genere si diffuse divenendo appannaggio non più solo di intellettuali ed aristocratici; fu così che nacquero i primi teatri pubblici.

Da lì, tutti poterono cominciare ad apprezzare i poemi omerici e virgiliani, le vicende cavalleresche, le commedie comiche ed erotiche e un’infinita variante di abbinamenti di musica, balletti e letteratura.

Mentre intrecci di trama, personaggi e performance canore si affinavano ed evolvevano sui palchi italiani, nacquero anche l’Opera francese, inglese e tedesca. Quel particolare stile di raccontare storie stava invadendo, insomma, l’Europa.

Gli artisti cominciarono a lavorare alle proprie personali proposte in tema, influenzandosi a vicenda: nacquero trend compositivi, nuovi sottogeneri e Mozart cominciò ad ideare le sue opere più famose (“Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro” etc). Intanto, la scuola italiana e quella francese iniziarono una lunga disputa a base di note e canzoni che, a suo modo, sarebbe continuata fino ad oggi.

Nel primo Ottocento Rossini, trasferitosi a Parigi, dette vita al Guillaume Tell e al fortunato genere della grand opéra; con Bellini, invece, più tardi, si assistette al trionfo del canto e, da lì in poi, tante influenze diverse confluirono e si mescolarono e alternarono, dalla commedia semiseria al dramma, dal realismo alla drammaturgia di Giuseppe Verdi, autore di molte delle opere più famose di ogni tempo, come “Rigoletto”, “La traviata”, “Aida” ed “Otello”.

Mentre opera italiana e francese, intanto, si influenzavano a vicenda contendendosi, però, ancora lo scettro – e nasceva, al contempo, la scuola russa -, arrivò poi Wagner a rivoluzionare tutto: i protagonisti diventarono i Leitmotiv e non più i cantanti o i personaggi di scena; erano gli albori della musica moderna!

Come è facile immaginare, la produzione di nuove opere si è ridotta tantissimo, se non quasi fermata, dopo la metà del XX secolo, soprattutto a causa dell’affermazione di nuove forme di spettacolo e di intrattenimento: l’Opera non resse il confronto con le meraviglie nascenti della cinematografia, della radiofonia e della televisione.

Tuttavia, come abbiamo anche accennato all’inizio, questo genere ha fatto la storia della musica e posto le basi per quello che sarebbe avvenuto nel futuro… senza essere mai dimenticato, offrendosi al pubblico, anche nella ipertecnologica era moderna, in proposte sempre nuove che non si distaccano mai, però, dai dettami della tradizione.