L’opera buffa napoletana

Il binomio Napoli – Musica è famoso in tutto il mondo, basta pensare alla celebre ‘O Sole Mio per comprendere come la musica napoletana si sia affermata con facilità anche oltreoceano.

Tutti conoscono la bellezza della città di Napoli anche grazie alla canzone classica napoletana, non tutti sanno però che nel ‘700 la città partenopea era una delle più grandi capitali musicali europee.

La Napoli del ‘700 era la più popolosa città italiana nonché la più grande città dopo Londra e Parigi, Il fermento musicale e artistico della città era al massimo splendore e proprio in questa Napoli così creativa che nacque la tradizione dell’opera buffa.

La storia

Come ben sappiamo l’opera lirica è un prodotto culturale tipicamente italiano, mentre, l’opera buffa ha le sue origini proprio a Napoli nel popolare Teatro San Bartolomeo.

La sera del 28 agosto 1733, un compositore marchigiano di nome Giovan Battista Pergolesi mise in scena il suo intermezzo più famoso nominato La serva padrona, all’interno dell’opera di natura più seria, intitolata Il prigionier superbo
Ancora oggi, a distanza di più di duecento anni, La serva padrona continua ad affascinare le platee di tutto il mondo.

Come nasce l’opera buffa

L’opera buffa napoletana nasce all’interno dell’opera seria come intermezzo tra i lunghissimi atti. Una ventata di freschezza tra quegli atti che probabilmente risultavano un po’ pesanti già nel ‘700.

L’opera buffa serviva per fare satira politica e sociale attraverso un linguaggio simbolico.

Usava delle allegorie che la gente del popolo poteva facilmente comprendere, e che oggi sarebbero difficili da capire senza considerare il periodo storico di riferimento.

Raccontando le storie di servi imbroglioni, di vecchi avari, di contadine, di prostitute, si raccontavano in realtà le storie di personaggi reali, aristocratici e politici dell’epoca implicati in faccende losche e dalle condotte di vita poco limpide.

Bastava poco per identificarli, un piccolo particolare e subito ci si faceva beffa dei nobili, del clero e dei ricchi borghesi.

L’opera buffa, nata in un teatro popolare vicino al porto di Napoli, asseconda la sua natura e diviene l’attrazione principale del popolo, di una classe sociale abituata a convivere ogni giorno con i nobili e gli aristocratici.

Caratteristiche dell’opera buffa

Possiamo affermare che già nel 1740 l’opera buffa abbia rifinito il suo repertorio fissando alcune regole :

  • alternanza veloce di arie
  • duetti
  • terzetti
  • recitativi accompagnati
  • finali elaborati

Inoltre, tutte le opere buffe del Settecento erano molto meno costose delle opere serie, richiedevano meno attori, costumi meno preziosi e scene più semplici.

Fu questo il motivo principale che ne consentì l’espansione da Napoli in Europa e poi in tutto il mondo.