Musica Lirica: cos’è un’aria

Solitamente quando si parla di aria nella musica lirica si intende un brano per voce solista che si articola in più strofe.

È quel momento dell’opera che si contrappone completamente alla parte recitata, quel momento in cui la musica prende il sopravvento e tutti gli spettatori hanno finalmente la possibilità di entrare in contatto con i sentimenti e le emozioni più intime dei personaggi.

Potremmo dire che rappresenta un momento di vera e propria sospensione temporale dove non esitono dialoghi, non esite recitazione ma esiste solo la musica e il personaggio che si confronta con il proprio io interiore.

Ma quando sono state introdotte le arie nelle opere liriche? vediamo di ripercorrere la loro storia e capire nello specifico di cosa si tratta.

Nascita e sviluppo dell’aria

L’aria nasce intorno al XV secolo nel melodramma italiano ed è introdotta come una strofa che ha il solo scopo di interrompere la recitazione, fu solo un secolo più tardi che si affermò la forma bipartita A-A’, nella quale A’ rappresenta una ripetizione variata oppure A-B.

In seguito, nel Settecento viene introdotta l’aria con ritornello, detta anche intercalare che ha un incipit che viene ripreso anche alla fine.

Soltanto dagli anni Settanta in poi dell’Ottocento, l’aria cambia completamente la sua struttura tipicamente formale per diventare un momento abbastanza lungo, strutturato per una voce solista, che ha una conclusione ad effetto.

Varie tipologie di aria

Le arie non sono tutte uguali hanno una diversa struttura in base alla loro funzione e in base al personaggio che va ad interpretarlo.

Vediamo insieme quali sono quelle principali.

Aria serenata

Generalmente affidata alla voce del tenore, come suggerisce il nome è un canto alla donna amata, una vera e propria serenata in cui si eprime tutto il proprio amore più profondo per la propria innamorata.

È caratterizzata da una melodia facilmente memorizzabile sia nel testo che nella melodia.

Aria di comando

Questo è il momento in cui si deve comandare a qualcuno di fare qualcosa.

È quell’attimo in cui viene riprodotto il pensiero che prevede un’azione infatti non a caso questa è un’aria profonda ed irruenta che necessita di essere riprodotta da una voce molto intensa.

Aria di presentazione

È un aria che ha come unico scopo quello di presentare un personaggio  far intendere agli spettatori quale ruolo avrà questo nell’intera vicenda.

Aria come preghiera

Questa altro non è che un’invocazione ad una divinità

Aria di narrazione

Ha lo scopo di raccontare ciò che è accaduto fuori dal palcoscenico e quindi gli spettatori non hanno potuto vedere.

È un momento molto importante perchè solitamente svela delle informazioni utili a far luce su alcune dinamiche della vicenda.

Tra tutte queste tipologie di arie sicuramente ce ne sono alcune famose ai più, tra le altre ricordiamo:

  • Vissi d’arte, aria tratta da Tosca di Giacomo Puccini;
  • Casta Diva, tratta da Norma di Vincenzo Bellini;
  • Nessun dorma, tratta da Turandot di Giacomo Puccini;
  • La donna è mobile, tratta da Rigoletto di Giuseppe Verdi;
  • Che gelida manina, tratta da la Bohème di Giacomo Puccini;
  • Nessun dorma, tratta da Turandot di Giacomo Puccini.

L’aria non è altro che un puro momento d’arte che va goduto appieno. A nostro avviso il momento migliore per fruire di un’aria è ascoltarla in un momento di calma e relax circondati da un’ambiente familiare e accogliente.