Le strade professionali del cantante lirico

Quando abbiamo esplorato i vari percorsi per diventare cantante lirico ci siamo anche resi conto del fatto che sono tantissime le strade professionali che questo tipo di performer può imboccare.

Al di là della formazione e delle doti che si possiedono, infatti, ci sono tante opzioni da vagliare:

  • l’operista – si esibisce da solista a teatro;
  • il corista – è parte integrante, appunto, di un coro di voci;
  • il concertista – è il solista di concerti da chiesa, da camera, di piccolo teatro, a seconda del repertorio;
  • l’insegnante di canto – è ambasciatore e docente di questa disciplina ma, per diventarlo, è necessario possedere una buona tecnica e un’ottima preparazione; chi ha mire da Conservatorio, poi, deve anche avere necessariamente titoli di studio e artistici.

Andiamo ad esplorare nel dettaglio, quindi, tutte queste possibilità.

Operista

Un operista o aspirante tale deve possedere un’ottima espressività, capacità di interpretazione (e, quindi, non può mancare di doti recitative), tecnica e presenza scenica.

Ma non solo: la sua conclamata esperienza è fondamentale, per cui deve avere alle spalle un nutrito repertorio fatto di almeno una decina di ruoli (coerenti con la propria vocalità).

Per intraprendere questo cammino bisogna, poi, partecipare a concorsi lirici, imparando ad orientarsi anche tra le commissioni di giudici da prediligere (in genere, quelle composte da cantanti e direttori d’orchestra di spessore) e tra i premi da prefissarsi di vincere (al denaro, ad esempio, meglio preferire i contratti per concerti, opere o tournèe); i concorsi, tra l’altro, durano anche diversi giorni e portano a spostarsi spesso dalla propria città: si deve, perciò, essere aperti all’ipotesi di cominciare a viaggiare, e tanto, per fare questo mestiere.

Un’altra carta a proprio favore può essere iscriversi alle agenzie, operazione che, a sua volta, comprenderà test e audizioni a cui partecipare per darsi l’opportunità di venir “reclutati”; perfetto anche farsi indirizzare da un bravo maestro, che può fare da ponte tra i corsi e l’Opera.

Corista

Ci sono molti aspiranti operisti che, nel frattempo, diventano coristi; a qualcuno, poi, questo ruolo piace così tanto che lo mantiene.

Il corista vincente ha un’ottima tecnica, sa come evitare di rovinare le proprie corde vocali (perché deve avere una resistenza da leone, trattandosi di nuclei che cantano moltissimo), ottimo orecchio e altrettanto ottima lettura.

Per darsi quest’opportunità bisogna partecipare alle audizioni, non solo per i grandi cori italiani ma anche per quelli più piccoli, che lavorano tanto e rappresentano una bella realtà nostrana in cui fare esperienza, soprattutto all’inizio.

Da tener presente che, spesso, in queste sessioni vi è proprio una prova di lettura a prima vista.

Concertista

Infine, esploriamo la strada del concertista, ancora una volta un obiettivo a cui puntare oppure un’opzione riempitiva mentre si aspetta una grande occasione.

I requisiti da possedere sono, a parte la tecnica, un buon repertorio sempre pronto (contemporaneo o meno), un bel parco di pubbliche relazioni, ancora ottimo orecchio e ottima lettura a prima vista e avere la pazienza di partecipare alle audizioni indette specificamente per concerti di cori e orchestre che cercano solisti.

Ma, come abbiamo anticipato, farsi un nome nell’ambiente può essere davvero fondamentale, in modo che siano gli stessi direttori d’orchestra e di coro, ad esempio, a fare da ponte e a proporre il cantante in qualche contesto interessante.

Avete il pallino delle cerimonie in chiesa?

Per prendere parte a messe, matrimoni, funerali, comunioni ed altri riti religiosi, l’importante è riuscire a farsi ascoltare e creare, anche in questo caso, una rete di contatti che si espanda e faccia da “biglietto da visita”.