“Luna rossa”, origini e storia

Luna rossa” è una di quelle canzoni simbolo di Napoli nel mondo, accreditata nella tradizione culturale partenopea da talmente tanto tempo che, a volte, si dimentica che abbia essa stessa una storia; ed anche alquanto interessante da scoprire.

La storia di “Luna rossa”

Come è noto, “Luna rossa” fu pubblicata nel 1950 dalla CGD (casa discografica ora marchio inutilizzato di Warner Music Italia) ma i suoi versi furono composti tre anni prima: un elemento che abbiamo potuto conoscere grazie alla testimonianza di Eddy Napoli (al secolo Eduardo De Crescenzo), artista ed ex voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, figlio dell’autore del testo della canzone, Vincenzo De Crescenzo.

Non tutti sanno che la storia raccontata all’interno del brano è autobiografica: De Crescenzo, infatti, si era reso conto della fine di una sua intensa storia d’amore nel momento in cui, una sera, non trovò come sempre la sua donna affacciata al balcone ad attenderlo.

Così, quel vuoto ed una luna rossastra lo ispirarono a buttare giù – su un pacchetto di cerini (c’è chi dice di sigarette) – una frase che sarebbe diventata famosa: “ccà nun ce sta nisciuno“. A questa ne susseguirono altre di contorno e fu in questo modo che gli venne in mente anche una bozza di melodia.

La musica, però, sarebbe arrivata soltanto molto tempo dopo dal compositore partenopeo Antonio Vian (pseudonimo di Antonio Viscione), con un tratto, poi, di beguine (ballo di coppia simile alla rumba) così moderno, per quei tempi, che in molti lo criticarono: qualcuno, addirittura, tuonò che era stato tradito lo spirito della canzone classica napoletana, senza sapere che “Luna rossa” sarebbe diventata a sua volta parte di quella tradizione musicale.

Il lancio, quando finalmente avvenne nel 1950, fu scandito da tre diverse incisioni nel giro di pochi mesi:

  1. a Marzo, fu registrata la prima da Giorgio Consolini (che la presentò alla Festa di Piedigrotta);
  2. a Giugno, da Alberto Berri;
  3. a Settembre, da Claudio Villa.

Ed esistono anche almeno una cinquantina di versioni internazionali.

Col passare degli anni, anzi, dei decenni, sono stati infiniti gli artisti che l’hanno interpretata ed amata, passando per nomi del calibro di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Noa e la nostrana Mia Martini.

Ma ad omaggiare il suo nome ci sono stati anche due film ed una barca italiana, quella che partecipò all’America’s cup del 1999, guidata dal napoletano Francesco De Angelis.

Insomma, da quando è divenuta uno dei successi del dopoguerra, “Luna rossa” ne ha fatta tantissima di strada, risultando persino tradotta in 42 lingue e dialetti (per Frank Sinatra, ad esempio, divenne “Blushing Moon“).

E voi, avete mai ascoltato qualcuna di queste versioni alternative?